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Dichiarazione di accessibilità digitale

Ultimo aggiornamento: 02/07/2026

Il nostro impegno nell'accessibilità digitale

Stai navigando su un sito conforme agli standard EN 301 549 / WCAG 2.1 AA.

La EN 301 549 rappresenta la cornice normativa europea di riferimento. Stabilisce i requisiti legali per l'accessibilità di tutti i prodotti e servizi digitali (ICT). Il suo rispetto costituisce un preciso obbligo di legge per la PA (Web Accessibility Directive) e per il settore privato (European Accessibility Act), sancendo il diritto all'inclusione digitale comunitaria senza barriere.

Le WCAG 2.1 AA ne costituiscono il cuore operativo. Sono il manuale tecnico internazionale degli standard digitali: contengono le regole pratiche di sviluppo e design (come gli adeguati rapporti di contrasto visivo, la compatibilità con i lettori di schermo e la piena navigazione da tastiera) da rispettare nella costruzione del codice. La conformità ai criteri WCAG supporta in modo nativo l’impiego di qualsiasi dispositivo ausiliario o tecnologia assistiva personale. 

Questo sito è conforme al metodo Gobetti

Il nostro sito è il primo banco di prova del metodo Gobetti: deve essere davvero accessibile. L'impegno per la non-esclusione, intesa come diritto di cittadinanza universale, è un principio cardine della nostra Carta dei valori. Siamo convinti che la realtà richieda un impegno costante. Per questa ragione, pur accettando l'eventualità dell'errore, non ammettiamo mai la superficialità.

Codice e struttura

Ci prendiamo cura della struttura semantica e della gerarchia dei titoli, così che gli screen reader leggano le pagine nell’ordine corretto. Costruiamo i contenuti testuali per renderli comprensibili e fruibili in modo progressivo.

Linguaggio

Adottiamo un linguaggio chiaro e una sintassi lineare, eliminando le ridondanze per garantire una comunicazione precisa. Riteniamo che l'accessibilità cognitiva sia un requisito altrettanto fondamentale di quella tecnica, in accordo con le linee guida internazionali

Design inclusivo

Abbiamo progettato la palette cromatica del brand verificando i rapporti di contrasto. Il navy su bianco caldo raggiunge un contrasto di 12,4:1, oltre la soglia AAA delle WCAG.

Il nostro manifesto metodologico

Tutto sembra accessibile fino a prova contraria (o finché non usi un overlay)

Per rendere un sito accessibile, esistono strumenti commerciali. I più noti sono AccessiBe, UserWay, AudioEye, EqualWeb... che promettono di rendere un sito conforme alle linee guida sull’accessibilità con una sola riga di codice. Si chiamano overlay: uno strato di JavaScript che si sovrappone al sito e prova a correggere i problemi in tempo reale, offrendo all’utente un menù per ingrandire il testo, cambiare i contrasti, fermare le animazioni, eccetera. Le promesse di successo, tuttavia, si scontrano con l’esperienza reale.

Perché gli overlay non funzionano

Per rendere un sito accessibile, esistono strumenti commerciali. I più noti sono AccessiBe, UserWay, AudioEye, EqualWeb... che promettono di rendere un sito conforme alle linee guida sull’accessibilità con una sola riga di codice. Si chiamano overlay: uno strato di JavaScript che si sovrappone al sito e prova a correggere i problemi in tempo reale, offrendo all’utente un menù per ingrandire il testo, cambiare i contrasti, fermare le animazioni, eccetera. Le promesse di successo, tuttavia, si scontrano con l’esperienza reale.

Nella realtà effettiva, le persone con disabilità che usano screen reader e altri strumenti configurati sulle proprie esigenze hanno difficoltà supplementari con gli overlay, perché il loro impiego va in contrasto con gli altri dispositivi di assistenza. Ad esempio, è noto che molti utenti ipovedenti installano appositamente estensioni del browser di navigazione per bloccare questi widget. L’automatismo della facilitazione rischia di diventare un ostacolo in più.

Qual è il rischio legale di utilizzare gli overlay come scorciatoie

Nel 2024 oltre mille aziende con un widget di accessibilità all’attivo sono state citate in giudizio per inadempienza. Nel 25% dei casi, il widget è stato individuato come barriera, non come soluzione. Nelle cause si è concluso che il ricorso agli overlay è indicativo che il gestore del sito sa di avere barriere, conosce gli obblighi normativi e sceglie una scorciatoia economica, pur sapendo che non è risolutiva.
 

Nell’aprile 2025 la Federal Trade Commission statunitense ha comminato ad AccessiBe, azienda leader di overlay, una sanzione da un milione di dollari per aver dichiarato falsamente che il proprio strumento poteva rendere qualunque sito conforme ai protocolli WCAG.

Un danno per la nostra credibilità

Un overlay sul nostro sito penalizzerebbe il pubblico a cui parliamo: persone, DMO, enti pubblici e ogni altro professionista dei servizi. Non siamo più bravi di nessuno ad utilizzare automatismi approssimativi. Comprometterebbe la credibilità su cui costruiamo il posizionamento di mercato.

Se dovessi incontrare difficoltà nell'utilizzo e nella navigazione di questo sito, ti invitiamo a segnalarcelo.
Compila il form "Contatti" nella homepage del sito e indica il problema riscontrato. Provvederemo a risolverlo il prima possibile.

Richieste, problemi e suggerimenti

  • Coordinatore per l'accessibilità: Paolo Menaldi

  • Indirizzo email: pmenaldi@opificiogobetti.it

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